Scuola Italiana Pizzaioli al Premio Paolo Coppini 2026: arte, relazioni e convivialità al centro della serata
Mercoledì 10 giugno 2026, al Museo Agorà Orsi Coppini di San Secondo Parmense, si è svolta la terza edizione del Premio Paolo Coppini, iniziativa promossa da Coppini Arte Olearia per valorizzare il dialogo tra arte, cultura e impresa. Tra i protagonisti della serata anche Scuola Italiana Pizzaioli, che ha contribuito al momento conviviale conclusivo insieme ad alcune eccellenze del territorio.
La scuola ha partecipato all’evento collaborando alla realizzazione dell’appuntamento gastronomico che ha accompagnato la premiazione, confermando il proprio impegno nel promuovere la cultura della pizza e della condivisione attraverso occasioni di incontro e confronto.
L’edizione 2026 del Premio Paolo Coppini era dedicata al tema “Il filo che unisce” e ha registrato una partecipazione record con 400 opere provenienti dall’Italia e dall’estero. Tra queste, una giuria composta da professionisti del mondo della creatività, della comunicazione e dell’impresa ha selezionato i venti finalisti.
Ad aggiudicarsi il Premio Paolo Coppini 2026 è stata l’illustratrice parmigiana Camilla Locatelli, autrice di un’opera che interpreta il concetto di connessione attraverso il filo d’olio, simbolo di armonia e condivisione. Nel corso della serata sono stati inoltre assegnati il Premio della Famiglia Coppini alla Cooperativa Insieme e all’Associazione Noi Insieme e il Premio Pop, dedicato all’opera più votata sui social, all’artista milanese Vittoria Carta.
La serata, condotta dalla giornalista Chiara Marando, è stata arricchita da ulteriori momenti di partecipazione, tra cui uno spazio creativo condiviso riservato agli artisti e l’incontro con il giornalista Sandro Piovani dedicato al volume “Americo Coppini”, realizzato insieme a Ernesto Coppini per raccontare gli ottant’anni dell’azienda.
Per Scuola Italiana Pizzaioli, essere parte di un appuntamento come il Premio Paolo Coppini significa continuare a creare occasioni di incontro in cui cultura, territorio e buona tavola diventano strumenti di relazione. Un valore che si esprime anche attraverso il cibo, capace di favorire la convivialità e di mettere in connessione persone, esperienze e sensibilità diverse.





